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Rc Auto. Ma non sono già “liberalizzate”? PDF Stampa E-mail
Scritto da utente_1   
Sabato 21 Gennaio 2012 08:45

Come se il costo altissimo delle assicurazioni in Italia - il più alto d’Europa - dipendesse soprattutto dal numero di incidenti da ripagare, nel provvedimento per la liberalizzazione delle assicurazioni auto è spuntata una norma anti frode che dovrebbe servire a far ottenere degli sconti consistenti. In particolare gli automobilisti che accetteranno di farsi installare in macchina una sorta di scatola nera, a spese dell’assicurazione, che ne registri i movimenti e gli eventuali incidenti pagheranno di meno. Sì, ma quanto?

L’esperimento, già condotto nel 2007 dall’Isvap con il nome Check Box, a suo tempo non ha dato i frutti sperati. Le 13 compagnie coinvolte su tutto il territorio nazionale avevano infatti applicato uno sconto di appena il 10 per cento, il minimo ammissibile. Quota così bassa da non attirare molto la clientela, soprattutto a fronte di un aumento dell’Rc che solo nel periodo 2009-2010 è stato del 25% per le autovetture e del 35% per i motocicli. La scatola nera è poi votata al fallimento per un’altro motivo: lega il cliente alla società assicuratrice, essendo fornita in comodato d’uso e considerando che le riduzioni tariffarie non scattano nell’immediato ma dopo un periodo di “prova” della scatola, limitando di fatto la facoltà di recesso del cliente.

Al fine di contrastare le frodi inoltre è previsto il «carcere fino a cinque anni e radiazione dall’albo professionale per i periti assicurativi che accettano e stimano falsamente danni a cose conseguenti a sinistri stradali da cui derivi il risarcimento a carico della società assicuratrice». Inoltre, per evitare che i contrassegni vengano falsificati, si prevede l’introduzione di etichette RFID (Identificazione a radio frequenza) che possano essere letti da autovelox e dai Tutor autostradali.

Il vero problema delle assicurazioni in Italia, e il motivo per il quale costano così tanto, è però la mancanza di trasparenza concorrenziale: il settore è in realtà stato liberalizzato nel 1994, e dunque c’è poco che una nuova legislazione, in questo senso, possa ancora fare. E invece Monti vuole inserire per l’assicuratore l’obbligo di proporre al proprio cliente almeno tre compagnie assicurative differenti, piuttosto che vendergliene una sola come se fosse davvero la migliore possibile. Il che però non cambierà molto le cose: già oggi la maggioranza degli italiani è solita cercare assicurazioni on line e confrontarne i preventivi ed è inoltre almeno bizzarro credere che un assicuratore possa consigliare ai propri clienti delle compagnie concorrenti, seppure migliori.

Al di là di tutto c’è un’incognita che rende la situazione ancora più nebulosa di quello che è: di assicurazioni si parla tanto, ma da oggi a quando una legge verrà effettivamente promulgata c’è da credere che, come sta già accadendo, queste compagnie faranno sentire le loro ragioni e riusciranno a proteggere il proprio interesse. E questo, d’altronde, vale per chissà quanti altri casi. Nei proclami di oggi si promette di colpire a 360 gradi, o giù di là. Ma quello che accadrà davvero potremo verificarlo solo quando le bozze, e le dichiarazioni, andranno a trasformarsi in testi di legge, approvati e operativi a tutti gli effetti.

 
I costi della magistratura PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 26 Settembre 2011 14:29

 

“I costi fuori da ogni controllo della magistratura non devono pesare sui consumatori e sulle famiglie italiane”

 

Il Popolo dei Consumatori, associazione per la tutela dei diritti dei consumatori, intende presentare al Ministro di Grazia e Giustizia onorevole Palma un appello affinché venga posto un freno allo sperpero di denaro pubblico per l’avvio di inchieste che nulla hanno a che fare con la giustizia ma unicamente con la voglia di protagonismo di alcuni magistrati e con la lotta politica oramai dichiarata tra una parte della magistratura ed il potere politico, sia esso di destra o di sinistra.

Federico Pennacchioni e Stefano Luccietto chiederanno al Ministro di porre allo studio nuove regole che non permettano ai pubblici ministeri di avviare indagini senza che gli stessi debbano poi rispondere delle spese sostenute in caso di mancato rinvio a giudizio degli indagati, soprattutto se ciò avviene per mancanza di prove e dopo una campagna mediatica che comunque ha danneggiato gli indagati.

“Così come richiesto ai ministeri,“ ipotizza Pennacchioni ”chiederemo che vengano resi pubblici i rendiconto delle spese sostenute dai magistrati per ogni singola inchiesta. Se non si riesce a risolvere il problema delle inefficienze produttive e di quelle gestionali, almeno chiediamo di abbattere quelle economiche che pesano sulle tasche dei consumatori e delle famiglie italiane .”

“Nelle aspirazioni dei padri costituenti, l’Italia,”, prosegue Luccietto “dotandosi di un sistema giuridico indipendente, avrebbe dovuto avere la capacità di contrastare fenomeni come la corruzione della politica, la mafia, il terrorismo e i loro legami con centri di potere più o meno occulti. Certamente possiamo dire che 65 anni di storia hanno disatteso queste aspettative.”

 

Ufficio Stampa Popolo dei Consumatori

Roma, 16 settembre 2011

 

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POPOLO DEI CONSUMATORI: NOTEVOLE VANTAGGIO PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 11 Aprile 2011 13:11

(OMNIMILANO) Milano, 07 APR - Il Popolo dei Consumatori non concorda 
con quanto emerso dallo studio del Sunia-CGIL sugli effetti della 
cedolare secca sugli affitti, prevista nel decreto attuativo del 
federalismo comunale recentemente approvato dal Parlamento. Stefano 
Luccietto,presidente del Popolo dei Consumatori della Lombardia, 
l'associazione per la tutela dei diritti dei consumatori, è certo "che 
la nuova forma di tassazione comporterà un notevole vantaggio per i 
contribuenti. "In luogo delle ordinarie imposte sui redditi si pagherà 
un'imposta sostitutiva pari al 21% del canone di affitto. Se a ciò si 
aggiunge che la cedolare sostituirà anche l'imposta di registro e 
l'imposta di bollo sui contratti di locazione, il vantaggio è 
evidente. Inoltre il locatario, spendend meno in tasse", prosegue 
Luccietto "può contenere i prezzi dell'affitto". "Infine" conclude il 
presidente del Popolo dei Consumatori della Lombardia "sono convinto 
che la sua applicazione concreta potrà dare un impulso all'emersione 
della piaga degli affitti in "nero" portando anche alle casse comunali 
notevoli vantaggi economici».

 
Popolo dei consumtori a Romani: Benzina no aumenti ma tagli PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 04 Aprile 2011 13:20

(OMNIMILANO) Milano, 24 MAR - "La storia si ripete: così come successo 
in occasioni di precedenti crisi internazionali anche oggi in una 
situazione di lenta ripresa dalla crisi economica il prezzo del 
petrolio e di conseguenze dei combustibili sta rallentando la ripresa 
industriale e dei consumi. E' di ieri la notizia del decreto del 
Consiglio dei Ministri che ha incrementato di 149 milioni di euro 
annui il Fondo unico per lo spettacolo, compensando la spesa con un 
ulteriore rincaro dei prezzi della benzina". Così si apre la lettera 
aperta di Stefano Luccietto, presidente lombardo del Popolo dei 
Consumatori, al Ministro delle sviluppo economico e alle altre 
associazioni dei consumatori.
"Intendo chiedere a tutte le associazioni di unirsi alla mia richiesta 
al Ministro perché invece adotti, così come successo nel 2005, una 
riduzione delle accise statali sui carburanti. Tale riduzione potrebbe 
dare nuovo slancio all'economia e non limitare la ripresa economica e 
dei consumi. Questo porterebbe quindi un doppio vantaggio, favorendo 
le industrie, che non si troverebbero un aumento dei costi di 
produzione e di trasporto, e del consumatore finale, che non vedrebbe 
di nuovo eroso il suo potere di acquisto. Questo permetterebbe 
all'erario di non avere una diminuzione degli introiti in quanto la 
diminuzione delle accise sarebbe compensata dai maggiori introiti 
derivanti dall'aumento della produzione dei consumi interni".

 
Festa della donna: avvio della campagna "Maternità a Ostacoli" PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 08 Marzo 2011 12:01

COMUNICATO STAMPA

 

Festa della donna: avvio della campagna “Maternità a Ostacoli”

Nel giorno della festa della donna, in mezzo a tanto parlare di Fattore D, Donne come risorsa per il Paese, misure di conciliazione vita-lavoro e pari opportunità, l’Associazione Popolo dei Consumatori – Lazio, lancia la campagna “Maternità a Ostacoli”.

BATANI “La rete dei servizi pubblici, i tempi e gli orari delle nostre città NON sono a misura di donna.

I tempi di attesa per prenotare un’ecografia morfologica in strutture pubbliche o convenzionate a Roma sono oltre i tre mesi, non c’è un servizio unico di prenotazione e le future mamme si trovano a doversi rivolgere a strutture private spendendo cifre notevoli” afferma Sveva Batani, Presidente Regionale del Lazio dell’Associazione Popolo dei Consumatori “di questi e di altri disservizi ci occuperemo con questa nuova campagna a tutela del cittadino-utente nell’ottica di pretendere un sistema a misura di famiglia.”

Un blog http://maternitaaostacoli.blogspot.com e una sezione del sito www.popolodeiconsumatori.it dedicati a raccogliere storie, interviste informazioni e consigli su servizi e iniziative per tentare di abbattere gli ostacoli alla maternità.

 
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